sabato 11 novembre 2017
L’impegno della Santa Sede per la pace. Il vescovo McElroy: «Moralmente inaccettabile il possesso delle testate». Il padre conciliare Bettazzi: un’Onu veramente democratica è l’unica garanzia
Un momento del simposio internazionale in Vaticano dedicato alle armi nucleari (Ansa)

Un momento del simposio internazionale in Vaticano dedicato alle armi nucleari (Ansa)

Un risultato «importante» della Conferenza sul disarmo nucleare, promossa dal Dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale è che «la sensibilità per il bando totale dell’uso e del possesso delle armi nucleari sta entrando nella coscienza di tutti». E questo «dovrebbe aiutarci a fare un passo in avanti per rafforzare la linea proposta da papa Francesco e dai Pontefici precedenti», cioè che «per il bene della famiglia umana questo mezzo di distruzione di massa che sono le bombe atomiche non devono più esistere». 

L’arcivescovo Silvano Tomasi, nunzio apostolico e membro del Dicastero, manifesta così la soddisfazione della Santa Sede per un Convegno che ha portato in Vaticano 11 premi Nobel e ha visto la partecipazione di numerose personalità laiche ed ecclesiastiche provenienti da ogni continente. «Adesso sta entrando nella coscienza pubblica, prima di tutto delle persone che da anni lavorano per un mondo libero dal commercio delle armi e soprattutto dalla presenza delle armi atomiche» spiega Tomasi ad Avvenire, la necessità di «creare una cultura di pace che faciliti la convivenza e la sicurezza dei Paesi», sicurezza che «non sia basata sulla minaccia di distruzione reciproca ma sulla fiducia e la possibilità concreta di lavorare assieme per migliorare la qualità di vita di tutti e includere tutti nel benessere».

Dopo il discorso forte e chiaro pronunciato venerdì da papa Francescoieri il Simposio si è chiuso con le ultime due sessioni. Quella mattutina dedicata al ruolo della Chiesa, della società civile e delle organizzazioni internazionali nell’impegno per il disarmo integrale. E quella pomeridiana con una carrellata di testimonianze sugli aspetti geopolitici, sulle conseguenze umanitarie delle armi nucleari e sui possibili cammini di pace. La giornata si è aperta con la concelebrazione eucaristica presieduta in San Pietro dal cardinale Peter Turkson, prefetto del Dicastero.

Nel corso dei lavori l’arcivescovo Paul Richard Gallagher, “ministro degli Esteri” vaticano, ha ribadito l’impegno del Papa e della Santa Sede per la pace e per il disarmo nucleare. Mentre il vescovo di San Diego, Robert McElroy, membro del Comitato per la giustizia e la pace della Conferenza episcopale degli Stati Uniti ha messo l’accento sul fatto che il Papa ha specificato che non solo l’uso ma anche il possesso di armi nucleari è moralmente inaccettabile. A questo proposito l’arcivescovo Tomasi ricorda che Francesco, già nel Messaggio inviato alla III Conferenza sull’Impatto umanitario celebrata a Vienna nel dicembre 2014, aveva in qualche modo preannunciato che anche il possesso è problematico «perché se uno ha questi strumenti vuol dire che ha intenzione eventualmente di usarli e sappiamo che l’uso in qualsiasi circostanza ha conseguenze eticamente inaccettabili».

Il Convegno è stato arricchito anche da momenti di dibattito tra i partecipanti. Durante uno di questi scambi di riflessioni ha offerto il suo contributo, con un applaudito intervento, anche il vescovo Luigi Bettazzi, emerito di Ivrea e ultimo padre conciliare italiano ancora vivente. «Accanto all’utopia del disarmo nucleare – ha esortato l’anziano e lucidissimo presule – dobbiamo lottare per l’utopia di un Onu veramente democratica». 


«Il cardinal Casaroli – ha aggiunto –diceva che l’Onu non sarà mai democratica», visto che «cinque Stati per il motivo che 70 anni fa hanno vinto una guerra hanno il diritto di veto», così «basta essere amico di uno dei cinque e questo bloccherà le questioni». «Credo – ha insistito Bettazzi – che dobbiamo lavorare per la democrazia dell’Onu, con delle maggioranze qualificate d’accordo, ma senza che ci siano dei veti». Perché come «diceva Benedetto XVI nella 
Caritas in veritate» una Onu «veramente autorevole anche sul piano economico è l’unica vera garanzia della pace».

Un giudizio positivo sul Simposio vaticano sul disarmo nucleare è stato espresso anche da don Renato Sacco, coordinatore nazionale di Pax Christi. «Si tratta di un incontro importante, – ha commentato all’agenziaSir – non solo celebrativo, perché arriva da un cammino lungo, da un impegno che la Chiesa, e non solo essa, ha sviluppato e mantenuto nel tempo a favore della pace».

www.변기영몬시뇰사랑방.kr  또는 www.msgr-byon.org 

또는 www.msgrpeterbyon.org  무기비핵화운동  


심각한 북한 핵 문제를 놓고 보수와 진보가, 마치 해방 후 모스크바 삼상회담 직후처럼, 서로가 옳다고 떠들며, 차라리 중도를 걷자는 비굴하고 무책임한 政治家然하는 자들이 없지 않다. 良心도, 愛國心도, 事理 판단력도, 洞察力도 없는 사람들이 설치고 있는 것이다.











핵문제가 어디 정치문제며 사상문제며 노선문제란 말인가? 핵문제에는 保守도, 進步도, 中道도, 南韓도, 北韓도, 社會도, 宗敎도, 天主敎도, 佛敎도, 따로 무관하게 있을 수가 없다. - Msgr. Byon -

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